Jet lag: cause della sindrome da fuso orario

Cos’è il jet lag?

Il jet lag non è altro che una sindrome fisiologica di forte scompenso causata da un volo intercontinentale dovuto al cambio di fuso orario. Esso comporta disturbi e scompensi del sonno, irritabilità, mal di testa, e possibile inappetenza.

Tale disturbo è causato da uno scompenso psico-fisico dovuto ad una serie di cambiamenti orari seguiti ad un lungo volo intercontinentale. Andando affondo alla questione è possibile sottolineare come l’organismo umano sia sincronizzato ad un ritmo di 24 ore scandito dall’alternanza tra luce e buio.

Durante questo tempo l’organismo si abitua ad una serie di ritmi che fanno in modo che ciascun individuo stabilisca le proprie “abitudini di vita”. Il cambio di orario e lo scompenso luce-giorno seguito ad un cambio di fuso può indurre i viaggiatori, che si spostano attraverso voli intercontinentali, a percepire dei notevoli fastidi che scompariranno solo con il tempo.

Il nostro è organismo è abituato ad un certo ritmo e per questo motivo vivere dei profondi cambiamenti potrebbe causare non poche difficoltà.

Il cambio di fuso orario

Tutto ciò è indotto dal cambio di fuso orario. La disposizione geografica delle differenti aree del pianeta presuppone un organizzazione fisica e temporale differenziata; ad esempio se si volasse dall’Italia verso New York si attraverserebbero sei fusi orari, di conseguenza l’orario di partenza italiano sarà stimabile intorno alle 13.00 e quello di arrivo 15.30 americane. Ovviamente le cose non sono così semplici come appaiono, anzi, l’arrivo in America avverrà dopo circa 8 ore e mezza di volo.

Si può immaginare quanto un simile cambiamento produca dei notevoli fastidi nei viaggiatori che saranno catapultati in un altro continente ad un orario completamente differente da quello immaginabile.

In questo caso, l’organismo del viaggiatore italiano giungerà in America pronto per andare a dormire, mentre in realtà dovrà affrontare l’intero pomeriggio.

Ovviamente non in tutti gli individui si manifestano i medesimi fastidi; in alcuni casi non è registrato alcun tipo di scompenso, da ciò si deduce che in realtà l’adattamento alla situazione varia da individuo ad individuo.

Quando si manifesta tale sindrome?

La sindrome del fuso orario si manifesta quando si attraversano almeno 3 meridiani e di conseguenza la percezione temporale si scombussola. In questa situazione il nostro “orologio interno” subisce un notevole scompenso causato dal cambio di percezione delle ore luce-buio; tale circostanza impedisce di essere freschi e pimpanti di giorno tenendo i soggetti molto più attivi durante le ore della notte.

Questa sindrome colpisce generalmente tutti i soggetti che viaggiano, anche coloro che sono avvezzi a determinati tipi di viaggi, tanto è vero che in molti casi gli stessi piloti o personale di bordo lamenta di fastidi causati dal cambio di fuso.

Abituarsi ad una nuova routine è sempre faticoso e comporta in molti casi diversi fastidi sia fisici che mentali.

In genere i sintomi più diffusi della sindrome del fuso orario sono: stanchezza, mal di testa, sonnolenza durante le ore diurne, iperattività durante le ore di buio, indigestione, sbalzi d’umore, e in alcuni casi irritabilità.

Sicuramente tra tutti questi disturbi quelli più diffusi sono legati alla qualità del sonno. Cinque viaggiatori su 8 affermano di avere difficoltà a riabituarsi a dormire nelle ore predestinate al sonno in seguito ad un viaggio in un altro continente.

Complicazioni da jet lag

Quelli ampiamente sottolineati sono i più comuni fastidi causati dalla sindrome del fuso orario, ma in alcuni casi è possibile che i soggetti coinvolti vivano dei disturbi e dei fastidi ampiamente amplificati. Questo è il caso delle cosiddette complicazioni indotte dal jet lag che hanno origine a partire da condizioni psico-fisiche già particolarmente instabili.

Ci sono infatti alcuni fattori che amplificano i disturbi causati dai cambiamenti d’orario; se ad esempio si parte per un lungo viaggio intercontinentale in una condizione personale singolare, essendo particolarmente provati da stress ed ansia è possibile che che i classici disturbi post-viaggio siano molto più accentuati.

Anche altri fattori potrebbero influire negativamente sulla percezione della situazione jet-lag; basti pensare ad un lieve disturbo fisico che sarà ulteriormente amplificato nel momento in cui il cambio di fuso intaccherà le normali abitudini quotidiane. Di conseguenza è consigliabile valutare differenti parametri quando si è in procinto di partire per un viaggio intercontinentale.

Altri fattori che possono incrementare il disturbo

Si è detto che partire per un viaggio intercontinentale in una condizione personale provata potrebbe accentuare alcuni sintomi e fastidi; ovviamente tali fastidi saranno incalzati anche da determinate condizioni di viaggio che renderanno più o meno facile al viaggiatore abituarsi alla nuova routine.

Tra i fattori che conducono il viaggiatore ad accusare maggiormente i sintomi da jet lag vanno considerati: il numero di fusi orari attraversati, il clima, la condizione di stress evidenziata durante il viaggio, e l’inattività.

Questo ultimo punto è particolarmente rilevante in visione del fatto che stare fermi nella medesima posizione per numerose ore può comportare ulteriori disturbi; gli arti necessitano di un movimento costante e se non vengono giustamente stimolati dopo un tot di ore possono causare dolori e fastidi notevoli.

Quando si compiono viaggi così lunghi è importante assicurarsi di essere in un ambiente confortevole in grado di regalare un’esperienza di viaggio rilassante e serena. Onde evitare di peggiorare la propria condizione è consigliabile cercare di partire in una condizione mentale particolarmente distesa così da non accentuare la sensazione di disagio causata dal cambio di fuso.

Cause della sindrome del fuso orario

Se si volesse compiere un’analisi più dettagliata della situazione in questione si potrebbero rintracciare le cause scientificamente studiare per le quali si manifesta tale disturbo. Una prima causa è costituita dai ritmi circadiani; ciascun organismo è abituato a dei propri cicli ed è necessario che trascorrano alcuni giorni affinché l’alternanza veglia-sonno si adegui ad una nuova routine.

Un altro ordine di cause è costituito invece dall’influenza che la luce solare ha sul nostro organismo. È provato che il ritmo fisiologico umano è influenzato dalla presenza di luce o buio; la ghiandola pineale (centro dei ritmi circadiani) reagisce in modo differente a seconda che sia sottoposta o meno alla luce solare diurna. Tale ghiandola orienta il comportamento fisiologico umano; di notte la ghiandola in questione secerne melatonina mentre di giorno tale secrezione è inibita. Nel momento in cui si è sottoposti ad un cambio di ritmi è possibile che l’azione di questa ghiandola venga in qualche modo scombussolata.

Quando si parla di sindrome del jet lag è impossibile non riferirsi ai classici disturbo del sonno, che in un modo o in un’altro sono fagocitati da una simile situazione.

Jet lag e disturbi del sonno

Si è parlato della stretta relazione che intercorre tra i disturbi del sonno e la sindrome del fuso orario. Ciò è comprovato dal fatto che vi è un intreccio tra il comportamento degli ormoni implicati in simili cambi di condizioni fisiologiche e la sindrome analizzata poco fa.

I disturbi che intaccano la psiche sono causati da comportamenti irregolari di alcuni ormoni, che sotto l’influenza di determinati cambiamenti, iniziano a lavorare in modo differente dal solito. I fastidi provocati dalla sindrome del fuso orario sono causati da un funzionamento alternativo dei ritmi del cortisolo, che reagisce adattandosi di volta in volta alle situazioni più stressanti (come il cambio di fuso). In situazioni simili, gli ormoni in questione tendono a registrare un comportamento fuori dalla norma, producendo melatonina più volte al giorno.

Tale analisi fisiologica permette di analizzare con estrema attenzione il comportamento dell’organismo umano quando è fortemente provato da stress esterno; per reagire a situazioni di sforzo deve necessariamente adottare un comportamento di difesa, che nel caso dell’ormone coinvolto nel seguente processo, consiste nel rilascio di una maggiore quantità di melatonina.

Rimedi

Non esistono particolari rimedi alla sindrome del jet lag, tuttavia è possibile compiere alcuni comportamenti quotidianamente che possono aiutare l’organismo a ripristinare la sua normale attività riacquistando i classici ritmi a cui è sempre stato abituato.