Insonnia: cos’è, tipologie e rimedi

L’etimologia della parola insonnia ha origini latine e significa letteralmente “mancanza di sogni”. Chi è affetto da questo disturbo ha notevoli difficoltà ad addormentarsi e non gode di un sonno continuativo e ristoratore. L’insonnia può presentarsi in diverse forme, con diversa gravità; possiamo effettuare una prima distinzione tra insonnia primaria e secondaria, suddivise a loro volta in occasionale, transitoria, o cronica. L’insonnia è primaria quando non ci sono eventi eclatanti che ne giustifichino la causa mentre è secondaria quando deriva da cause fisiologiche come stress, fuso orario, condizioni patologiche o cambio di abitudini.


L’insonnia occasionale si presenta solitamente per un breve periodo di tempo ed è legata ad eventi particolarmente stressanti. L’insonnia acuta, invece, si presenta per un periodo di tempo non superiore alle tre o quattro settimane e può essere trattata con terapie farmacologiche o naturali. L’ultima categoria riguarda l’insonnia cronica che è la più grave delle tre; questa si presenta per periodi superiori alle quattro settimane e può provocare una serie di gravi conseguenze per chi ne è affetto. Può comportare conseguenze sia a livello personale, per chi ne soffre, sia all’intera società, costretta a subirne i costi dal punto di vista assistenziale e dal punto di vista produttivo. In base alla gravità del disturbo, i soggetti possono presentare sonnolenza diurna, mancanza di concentrazione, irritabilità, dolore agli occhi, emicrania ed allucinazioni. Chi è affetto da insonnia sarà inoltre più soggetto ad assentarsi dal posto di lavoro, sarà più esposto al rischio di commettere incidenti stradali e presenterà una produttività ridotta rispetto agli individui che non soffrono di tale patologia.

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Per combattere questo disturbo esistono diversi rimedi, di origine naturale e non. Prima di passare a terapie di tipo farmacologico è bene rispettare una serie di buone regole di igiene del sonno. La prima parola d’ordine è regolarità: sarà necessario impostare la sveglia sempre alla stessa ora e coricarsi ad un orario ben fissato, in modo da conferire al sonno parte della regolarità perduta nel tempo. Sono sconsigliate cene pesanti o attività che stimolano troppo il cervello prima di addormentarsi; un buon libro è sicuramente uno dei migliori alleati per sconfiggere l’insonnia. Può aiutare anche una tisana rilassante o un bagno caldo serale mentre sono altamente sconsigliate le bevande contenenti caffeina come tè, caffè o bibite gassate. La camera deve essere possibilmente buia e priva di orologi a led che permettano di vedere l’ora. Anche l’esercizio fisico può aiutare; stancarsi durante il giorno garantisce minori difficoltà ad addormentarsi, sono sufficienti anche solo trenta minuti di allenamento al giorno.

Se queste regole non hanno avuto alcun effetto è possibile utilizzare dei rimedi naturali in grado di ripristinare il corretto ciclo sonno-veglia. È dovere anticipare però, che prima di compiere qualsiasi terapia, naturale o non, è bene consultare il proprio medico e capire con lui quale sia la strategia più idonea da adottare. Tra i rimedi naturali più conosciuti troviamo la melatonina, il tiglio, la camomilla, la valeriana e la lavanda. Sta sempre prendendo più piede anche la possibilità di aiutarsi con la medicina alternativa, in particolar modo con l’agopuntura.

I casi più gravi di insonnia vengono trattati con terapie di tipo farmacologico che prevedono la somministrazione di ipnotici o sedativi. I principi attivi dei farmaci più utilizzati sono zolpidem, lorazepam, flurazepam, difenidramina e amitriptilina. Per la prescrizione e i dosaggi è necessario l’intervento medico ed è sconsigliato interrompere la terapia volontariamente onde evitare ricadute.